Ho ricoperto i vasetti con la corda e poi li ho decorati con nastrini e fiori
il mondo del ricamo, crochet, knitting, beads... tutte le passioni che aumentano col tempo, le penne stilografiche, il cucito creativo, i fiori, i colori, il riciclo artistico....
giovedì 9 agosto 2012
mercoledì 8 agosto 2012
stola con filo lurex
ecco l'ultima nata, una stola in lana merino con filo in lurex per LEDA
da ravelry:
Sandra's Stole
by Linda Choo
ho ripreso solo la decorazione iniziale e finale
sabato 4 agosto 2012
venerdì 3 agosto 2012
gatti
Ecco le impronte dei gatti che vorrei utilizzare per fare uno stencil
Queste immagini mi fanno venire voglia di fare il punto croce
.....potrebbe nascere una nuova mania.....
vedremo!!!!!!
giovedì 2 agosto 2012
dal sito: http://www.faidatemania.it
come realizzare un astuccio per conservare le posate
Conservare le posate, soprattutto quelle più preziose come quelle d'argento, richiede molta cura e molto tempo. Anche i materiali più pregiati infatti tendono con il tempo ad ossidarsi e lo stesso sfregamento tra le posate stesse le usura e le rovina irrimediabilmente. Avere un astuccio in stoffa in cui conservarle ordinatamente può servire a risparmiare ore di lavoro e permette di conservare al meglio il nostro servizio di posate.
| Occorrono: | |
|---|---|
| Occorrente per il cucito | Striscia di cotone resistente |
Scopri come fare:
- 1
Iniziamo realizzando ilprogetto su carta del nostro portaposate, per verificare che le misuresiano giuste e possa contenere tutte le nostre posate. Il portaposate aperto conterrà tutte le tasche necessarie e verrà chiuso arrotolandolo su se stesso e legandolo con il laccio applicato.
Il progetto cartaceo dovrà essere un rettangolo della larghezza necessaria per contenere tutte le posate, quindi calcoliamo circa 3cm per ogni posata e lo moltiplichiamo per il loro numero.
L'altezza deve corrispondere all'altezza delle posate più lunghe, più 12cm per dare maggiore ampiezza al contenitore e ripiegarlo sulle posate, sommiamo inoltre anche l'altezza della tasca, che sarà all'incirca la metà del totale del contenitore. - 2Una volta segnate e verificate le misure sul modello cartaceo posarlo sul tessuto e ritagliarlo seguendo con precisione i margini stabiliti.
Ripieghiamo orizzontalmente la striscia formando una lunga tasca, è opportuno controllare nuovamente che la tasca riesca a contenere adeguatamente le posate più lunghe.
Le posate devono poter uscire di almeno qualche centimetro dalla tasca ed avere nel margine superiore circa 12cm di stoffa per ripiegarla all'interno su di esse e proteggerle meglio.
vedi anche :http://www.faidatemania.it/come-realizzare-un-porta-veline-reversibile-140906.html
tra le idee... di lavoretti da fare
CONFEZIONATE UNA TENDA La tenda che vi presentiamo è un’esercitazione di cucito e un’occasione per scoprire in voi una vocazione artistica alla pittura.
Occorrente e dimensioni della tenda (e quindi il quantitativo di tessuto occorrente) dipendono dalle dimensioni della finestra. Nel nostro caso abbiamo usato come riioga il classico bastone ottocento con la tenda montata con anelli. Misurate quindi dal bastone ad un paio di centimetri da terra. A questa misura aggiungete cm 25 di orlo al fondo e cm 6 di orlo in alto. La misura della larghezza della finestra può essere raddoppiata o triplicata se si desidera la tenda molto ricca: nel caso della tenda dipinta a mano è preferibile che la tenda sia piuttosto tesa, per mettere in evidenza la parte dipinta. Nel caso della nostra finestra (altezza cm 2,75, da terra al bastone; larghezza del bastone m 2,80) il tessuto occorrente per la tenda è di m 6 di tela alta cm 180. Occorrono anche m 3,60 di fettuccia di cotone alta cm 4. Dipingete la tenda con colori speciali per dipingere su tessuto, che potrete trovare nei negozi specializzati.
Confezione Tagliate a metà la metratura del tessuto in modo da ottenere due teli di m 3 di lunghezza ciascuno. Unite i due teli a sopraggitto seguendo la spiegazione data all’inizio della lezione a questo proposito unendo le due cimose del tessuto.
Stirate appiattendo bene la cucitura ed eseguite in fondo all’ orlo di cm 24 con cm 1 di ripiego, fissandolo con una cucitura a macchina; l’orlo in alto risulterà di cm 5 finito (fig. 1A e B). Se avete eseguito la tenda a pannello semiliscio (fig. 1A) imbastite la fettuccia sul rovescio della tenda a cm 1 dal margine superiore e cucite a macchina lungo il margine inferiore della striscia, fissando con una sola cucitura la fettuccia e l’orlo alla tenda; questa cucitura terminerà verticalmente agli estremi. Ripassatela due volte per renderla ben solida. Fissate ad intervalli di cm 12-15 l’altezza della fettuccia alla tenda, mediante un insieme di cuciture diagonali e verticali; eseguite ciascuna cucitura in un sol pezzo, senza rompere il filo. La fettuccia resta libera ad intervalli, così da poter offrire presa alla pinza che unisce la tenda agli anelli. Se avete scelto il tipo di tenda più ricco (fig. 1 B) suddividete i centimetri che avanzano dalla misura di larghezza della finestra, per formare dei cannoncini, cioè due pieghe che guardano da parti opposte, così da distribuire meglio la ricchezza della tenda. Il numero di questi cannoncini dipende dalla quantità di stoffa in più oltre la misura della larghezza-finestra. Ogni cannoncino abbisogna di cm 10-12 in totale per formare due pieghe di circa cm 5-6 ciascuna. Eseguite le pieghe dei cannoncini alla distanza stabilita ed imbastitevi sopra la fettuccia, seguendo le stesse regole spiegate per l’applicazione sulla tenda liscia. È ovvio che l’insieme di cuciture diagonali e verticali va eseguito proprio sul rovescio di ogni cannoncino, così da fissarlo ed irrigidirlo. Con il lavoro così eseguito la parte a pieghe della tenda non avrà tendenza a cadere verso il basso.
martedì 31 luglio 2012
ferri accorciati: come fare
ho trovato sul blog sferruzzando qua e là questo tutorial molto interessante
http://sferruzzandoquaela.blogspot.it/2011/09/regali.html
usando lo schema dello Ruffled Baktus Scarf. Ho scelto un filato fantasia con le nuance del grigio perchè, non conoscendo i suoi gusti, mi è sembrata una tinta versatile e prettamente invernale.
Questa versione del Baktus richiede l'utilizzo della tecnica dei ferri accorciati per ottenere l'arricciatura del bordo. Inoltre ho colto l'occasione di impratichirmi con i ferri circolari e il metodo Continental.
Occorrente
150 gr di filato misto lana/acrilico
ferri circolari n. 4,5
Procedimento
Si lavora a maglia legaccio
Avviare 8 maglie
1° ferro: diritto
2°: (ferro accorciato): 7 m, far scivolare una maglia con il filo davanti, girare il lavoro, far scivolare di nuovo la maglia e riportare il filato dietro, 7 m.
3°: diritto
4°: diritto
5°: lavorare di nuovo il ferro accorciato come il 2°
6°: 8 m, 1 aum, diritto
Ripetere questi 6 ferri fino a quando si è ottenuta la dimensione desiderata (o si è usato metà del filato a disposizione).
Quindi diminuire ogni 6 ferri.
1° ferro: diritto
2°: ferro accorciato
3°: diritto
4°: diritto
5°: lavorare di nuovo il ferro accorciato come il 2°
6°: 8 m, 1 dim, diritto
Ripetere fino a rimanere con 10 maglie e chiudere il lavoro.

Per illustrare meglio il procedimento ho fatto un piccolo tutorial filmato.
http://sferruzzandoquaela.blogspot.it/2011/09/regali.html
usando lo schema dello Ruffled Baktus Scarf. Ho scelto un filato fantasia con le nuance del grigio perchè, non conoscendo i suoi gusti, mi è sembrata una tinta versatile e prettamente invernale.
Questa versione del Baktus richiede l'utilizzo della tecnica dei ferri accorciati per ottenere l'arricciatura del bordo. Inoltre ho colto l'occasione di impratichirmi con i ferri circolari e il metodo Continental.
Occorrente
150 gr di filato misto lana/acrilico
ferri circolari n. 4,5
Procedimento
Si lavora a maglia legaccio
Avviare 8 maglie
1° ferro: diritto
2°: (ferro accorciato): 7 m, far scivolare una maglia con il filo davanti, girare il lavoro, far scivolare di nuovo la maglia e riportare il filato dietro, 7 m.
3°: diritto
4°: diritto
5°: lavorare di nuovo il ferro accorciato come il 2°
6°: 8 m, 1 aum, diritto
Ripetere questi 6 ferri fino a quando si è ottenuta la dimensione desiderata (o si è usato metà del filato a disposizione).
Quindi diminuire ogni 6 ferri.
1° ferro: diritto
2°: ferro accorciato
3°: diritto
4°: diritto
5°: lavorare di nuovo il ferro accorciato come il 2°
6°: 8 m, 1 dim, diritto
Ripetere fino a rimanere con 10 maglie e chiudere il lavoro.
Per illustrare meglio il procedimento ho fatto un piccolo tutorial filmato.
lunedì 30 luglio 2012
ecco come fare delle etichette personalizzate
da http://www.abchobby.it/hobby/stampare_su_stoffa/come_stampare_su_stoffa.html
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giovedì 26 luglio 2012
PAINT YOUR LIFE : disegni damascati
Tra le tante idee ecco anche il favoloso disegno damascato, avrei qualche idea per decorare un paralume facendo una mascherina stencil con un disegno del genere, naturalmente le idee non mancano, ma la realtà è tutta un'altra cosa... ma come sempre bisogna crederci fino in fondo.
http://www.webtappetiblog.it/?p=1518
Quando si parla di damascato ci si riferisce a un tessuto con disegni floreali stilizzati ad effetto lucido-opaco. Viene tessuto con le principali fibre tessili in commercio, cotone, lino, lana, seta o fibre sintetiche e può essere usato come decorazione per qualsiasi elemento della casa dalla carta da parati al tappeto.
Nella tessitura tradizionale il disegno damasco è formato da un solo ordito e una serie di trame e l’effetto a rilievo del disegno si ottiene proprio dal contrasto tra ordito e trama.
Le origini di questa tecnica di tessitura sono medievali. Venne usata per la prima volta dai Bizantini e il suo nome deriva dalla città di Damasco, in Siria, grande produttrice ed esportatrice.
In Italia le prime città a produrre il tessuto con disegno damasco furono le repubbliche marinare che avevano contatti diretti proprio con Damasco e cioè Venezia e Genova, in seguito le maggiori città produttrici divennero Caserta, Catanzaro, Lucca, Palermo, Parma e Vicenza.
Il tessuto damascato era considerato molto pregiato per via della lunga e difficile lavorazione e per l’impiego di fibre
di un certo valore per cui veniva utilizzato solamente in determinati contesti di prestigio come ad esempio in chiesa per paramenti e abiti sacerdotali oppure per gli abiti e l’arredamento di corte.
Ancora oggi il tessuto damascato trasmette la sensazione di lusso e in alcuni casi può essere realmente molto costoso!
Ha un uso diffuso tra i tessili per la casa pensiamo a tovaglie, tende, lenzuola, rivestimenti per cuscini e divani.
Tra i vari disegni che caratterizzano i tappeti contemporanei il damascato ha un forte richiamo orientale, rivisitato in chiave moderna ma con un cenno al passato. Potete trovare motivi tone sur tone oppure a più colori coordinati ma che comunque conferiscono eleganza e charme all’ambiente.
La collezione Infinite include alcune modelli con disegno che richiama il damasco. Sono tutti giocati su tre combinazioni di colore. La base nera ha la funzione di creare un forte contrasto con i colori d’accento del disegno nei modelli Damask BlackPink e Damask RedCreammentre è più smorzato sia nel modello Damask Black a fondo nero che nel Damask Brown con colore di fondo marrone.
Copyright Webtappeti.it 2012
http://www.webtappetiblog.it/?p=1518
Lo stile damasco unisce eleganza e charme
venerdì, gennaio 27th, 2012 | Curiosità
Nella tessitura tradizionale il disegno damasco è formato da un solo ordito e una serie di trame e l’effetto a rilievo del disegno si ottiene proprio dal contrasto tra ordito e trama.
Le origini di questa tecnica di tessitura sono medievali. Venne usata per la prima volta dai Bizantini e il suo nome deriva dalla città di Damasco, in Siria, grande produttrice ed esportatrice.
In Italia le prime città a produrre il tessuto con disegno damasco furono le repubbliche marinare che avevano contatti diretti proprio con Damasco e cioè Venezia e Genova, in seguito le maggiori città produttrici divennero Caserta, Catanzaro, Lucca, Palermo, Parma e Vicenza.
Il tessuto damascato era considerato molto pregiato per via della lunga e difficile lavorazione e per l’impiego di fibre
Ancora oggi il tessuto damascato trasmette la sensazione di lusso e in alcuni casi può essere realmente molto costoso!
Ha un uso diffuso tra i tessili per la casa pensiamo a tovaglie, tende, lenzuola, rivestimenti per cuscini e divani.
Tra i vari disegni che caratterizzano i tappeti contemporanei il damascato ha un forte richiamo orientale, rivisitato in chiave moderna ma con un cenno al passato. Potete trovare motivi tone sur tone oppure a più colori coordinati ma che comunque conferiscono eleganza e charme all’ambiente.
La collezione Infinite include alcune modelli con disegno che richiama il damasco. Sono tutti giocati su tre combinazioni di colore. La base nera ha la funzione di creare un forte contrasto con i colori d’accento del disegno nei modelli Damask BlackPink e Damask RedCreammentre è più smorzato sia nel modello Damask Black a fondo nero che nel Damask Brown con colore di fondo marrone.
Copyright Webtappeti.it 2012
PAINT YOUR LIFE
Paint your life su Real Time ha colpito, da quando lo seguo in tv ho voglia di risistemare tutta la casa, intanto sto studiando, credo di dedicare parte delle mie vacanze alla ristrutturazione del mio bagno e devo proprio iniziare dalla vasca da bagno, quindi ho cercato su internet qualche informazione in più ed eccola:
http://www.desiderimagazine.it/article/la-mia-casa/per-una-casa-splendente/smaltare_la_vasca_da_bagno.aspx
Certo sarebbe bello avere proprio lo stesso modello, ma non esageriamo, accontentiamoci di quello che c'è e cerchiamo solo di dargli un volto nuovo.
Un lavoretto fai da te, semplice, economico e veloce
http://www.desiderimagazine.it/article/la-mia-casa/per-una-casa-splendente/smaltare_la_vasca_da_bagno.aspx
Certo sarebbe bello avere proprio lo stesso modello, ma non esageriamo, accontentiamoci di quello che c'è e cerchiamo solo di dargli un volto nuovo.
Smaltare la vasca da bagno
Rifare il bagno costa. E quella vecchia vasca da bagno della nonna appoggiata sul pavimento come negli anni Venti, è così carina. Si può rinnovare lo smalto senza sostituirla?
La risposta è sì. Si può fare spendendo molto poco e in modo facile e veloce.
Tempo calcolato, testato dalla nostra redattrice di Desiderimagazine nonché “Brico-Girl”, Paola: 2 ora circa, compresa la fase preparatoria, più i tempi di asciugatura della vernice. Ecco come si fa
Scegli il prodotto giustoLa vernice bicomponenteLa vernice. Esistono prodotti validi, facili da stendere e che danno un risultato più che soddisfacente. Vai in un colorificio assortito e chiedi il prodotto specifico: una vernice autolivellante bicomponente (bicomponente perché la confezione è composta da 2 diverse sostanze da miscelare).
Cosa serve oltre alla verniceUn pennello, un piccolo rullo, un buon detergente, l’anticalcare, un panno speciale cattura polvere e carta vetrata fine
Il pennello e un piccolo rullo. Il pennello deve essere di larghezza media e di ottima qualità. Il rullo deve essere a pelo corto. Servono anche: un panno speciale cattura polvere, un bastoncino di legno per miscelare le due componenti di vernice e carta vetrata finissima (tipo: P320). Inoltre servirà un flacone di detergente/sgrassante per superfici casalinghe, una paglietta metallica o una spugnetta ruvida e infine dell’anticalcare.
Le operazioni preliminariPulizia e carteggiatura Pulizia e carteggiatura. Questa prima fase è molto importante, la vasca deve essere perfettamente pulita. Elimina bene il calcare passando l’anticalcare con la paglietta metallica (Proteggi le mani con dei buoni guanti di gomma.) Poi risciacqua e pulisci la vasca con il detergente. Risciacqua e asciuga con un vecchio asciugamani. Aspetta qualche minuto affinché la vasca sia completamente asciutta e infine carteggiala. Al termine della carteggiatura, risciacqua ancora e passa il panno cattura polvere per eliminare del tutto eventuali “ residui.
La Verniciatura e l’asciugaturaVernicia le parti ampie con il rullo, i bordi con il pennello. Poi lascia asciugare per almeno 24 oreCopri con dello scotch di carta tutte le parti vicine alla vasca che non devono essere verniciate.
Miscela in un vecchio barattolo le due componenti della vernice. Mescola bene e inizia a verniciare. Usa il rullo per le aree verticali e il fondo della vasca. Mentre per quanto riguarda i bordi e le zone attorno ai rubinetti e al buco di scarico, meglio usare il pennello. La vernice bicomponente impiega circa 24 ore ad asciugare. E una volta asciutta è veramente a prova d’acqua! Il nostro risultato è stato egregio. La vasca di Paola è lucidissima e sembra proprio nuova.
La risposta è sì. Si può fare spendendo molto poco e in modo facile e veloce.
Tempo calcolato, testato dalla nostra redattrice di Desiderimagazine nonché “Brico-Girl”, Paola: 2 ora circa, compresa la fase preparatoria, più i tempi di asciugatura della vernice. Ecco come si fa
Scegli il prodotto giustoLa vernice bicomponenteLa vernice. Esistono prodotti validi, facili da stendere e che danno un risultato più che soddisfacente. Vai in un colorificio assortito e chiedi il prodotto specifico: una vernice autolivellante bicomponente (bicomponente perché la confezione è composta da 2 diverse sostanze da miscelare).
Cosa serve oltre alla verniceUn pennello, un piccolo rullo, un buon detergente, l’anticalcare, un panno speciale cattura polvere e carta vetrata fine
Il pennello e un piccolo rullo. Il pennello deve essere di larghezza media e di ottima qualità. Il rullo deve essere a pelo corto. Servono anche: un panno speciale cattura polvere, un bastoncino di legno per miscelare le due componenti di vernice e carta vetrata finissima (tipo: P320). Inoltre servirà un flacone di detergente/sgrassante per superfici casalinghe, una paglietta metallica o una spugnetta ruvida e infine dell’anticalcare.
Le operazioni preliminariPulizia e carteggiatura Pulizia e carteggiatura. Questa prima fase è molto importante, la vasca deve essere perfettamente pulita. Elimina bene il calcare passando l’anticalcare con la paglietta metallica (Proteggi le mani con dei buoni guanti di gomma.) Poi risciacqua e pulisci la vasca con il detergente. Risciacqua e asciuga con un vecchio asciugamani. Aspetta qualche minuto affinché la vasca sia completamente asciutta e infine carteggiala. Al termine della carteggiatura, risciacqua ancora e passa il panno cattura polvere per eliminare del tutto eventuali “ residui.
La Verniciatura e l’asciugaturaVernicia le parti ampie con il rullo, i bordi con il pennello. Poi lascia asciugare per almeno 24 oreCopri con dello scotch di carta tutte le parti vicine alla vasca che non devono essere verniciate.
Miscela in un vecchio barattolo le due componenti della vernice. Mescola bene e inizia a verniciare. Usa il rullo per le aree verticali e il fondo della vasca. Mentre per quanto riguarda i bordi e le zone attorno ai rubinetti e al buco di scarico, meglio usare il pennello. La vernice bicomponente impiega circa 24 ore ad asciugare. E una volta asciutta è veramente a prova d’acqua! Il nostro risultato è stato egregio. La vasca di Paola è lucidissima e sembra proprio nuova.
lunedì 16 luglio 2012
seta di mare
Ho scoperto l'esistenza di un filato millenario, conosciuto già dai fenici, dagli egizi, è una storia molto affascinante che voglio condividere.
http://www.sardolog.com/bisso/cosa.htm#top
Qui potrete trovare tutta la storia e la difficile lavorazione.
tratto da una intervista a Chiara Vigo, l'ultima detentrice dei segreti della lavorazione del bisso
Spesso chi ci amministra ci invita a cadere in questa aberrazione, in funzione, si dice, di una nostra migliore vendibilità. Il problema è che non si vuol capire questa cosa fondamentale : la bellezza della nostra arte, e ciò vale anche per la bellezza della nostra natura, è già un valore di per sé immenso, non può ridursi a moneta, a semplice merce di scambio, non si può reciderne i significati e poi sbatterla su qualsiasi piazza perché si scambi con altro. Non capiscono la gravità di tutto questo che equivale a svendere noi stessi, la nostra anima, privarci irrimediabilmente della nostra identità, di quella conchiglia che siamo, che ha sedimentato nei millenni, con diversi incontri proficui, la sua particolarissima e mirabile struttura
http://www.sardolog.com/bisso/cosa.htm#top
Qui potrete trovare tutta la storia e la difficile lavorazione.
tratto da una intervista a Chiara Vigo, l'ultima detentrice dei segreti della lavorazione del bisso
Spesso chi ci amministra ci invita a cadere in questa aberrazione, in funzione, si dice, di una nostra migliore vendibilità. Il problema è che non si vuol capire questa cosa fondamentale : la bellezza della nostra arte, e ciò vale anche per la bellezza della nostra natura, è già un valore di per sé immenso, non può ridursi a moneta, a semplice merce di scambio, non si può reciderne i significati e poi sbatterla su qualsiasi piazza perché si scambi con altro. Non capiscono la gravità di tutto questo che equivale a svendere noi stessi, la nostra anima, privarci irrimediabilmente della nostra identità, di quella conchiglia che siamo, che ha sedimentato nei millenni, con diversi incontri proficui, la sua particolarissima e mirabile struttura
guardate questo video è fantastico
http://www.youtube.com/watch?v=A3pR0P9NfMk
mercoledì 13 giugno 2012
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