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venerdì 7 febbraio 2014

carta pesta





Il mio attuale interesse:
 carta pesta e produzione di pastori con viso e arti in terracotta e vestiti di carta pesta leccese, e allora come non approfondire il discorso con uno studio sulla carta pesta (il termine cartapesta sta ad indicare una poltiglia ottenuta dalla macerazione di carta priva di cellulosa, ossia fatta di soli stracci)

http://www.inforestauro.org/storia-della-cartapesta.html?start=1
Il termine cartapesta è sempre stato usato come sinonimo di effimero, poco solido, falso, artefatto.
Nelle enciclopedie si continua a scrivere che è una sostanza , oppure una massa , plastica.
La definizione più esatta, però, continua ad essere quella più antica rinvenuta in un dizionario enciclopedico edito a Venezia nel 1830, ...carta macerata in acqua e ridotta liquida o in pasta.
Nei dizionari linguistici inglesi, francesi e tedeschi essa è indicata con una voce unica, quella di papier machè .
Per la sua duttilità, economicità, leggerezza e maneggevolezza, è considerata l' antesignana della plastica. Questo materiale, inoltre, ha offerto anche ai più poveri la possibilità di possedere sia sculture ed elementi di arredamento, sia oggetti di uso comune, che, se modellati con altro materiale, sarebbero stati per loro irraggiungibili.
Le sue origini sono incerte; gli inglesi, nelle loro enciclopedie, scrivono che i prodotti di carta modellata vennero inizialmente fabbricati in Francia nella prima metà del Settecento, quindi, successivamente, questa tecnica passò in Germania in Inghilterra. 
Grande rinomanza ha avuto ed ha tuttora l'artigianato della cartapesta salentina o leccese.
La straordinaria versatilità delle statue in cartapesta di prestarsi ad imitare materiali più nobili (argento, marmo, bronzo) sarà una delle cause del loro successo.
Ma negli ultimi decenni del Settecento il fenomeno della cartapesta si era ormai consolidato grazie sia ai decisivi interventi dei primi decenni del secolo sia alla fama raggiunta finalmente dai mastri cartapistari napoletani che nella capitale, nello stesso periodo, realizzavano statue, macchine per feste, capitelli, trofei ad uso di stucco , carri per il carnevale ecc.
A Lecce, nel medesimo periodo, non pochi scultori e scalpellini si erano riciclati nella tecnica dello stucco, diventando, in tal modo, in fieri, cartapestai a tutti gli effetti.

il controsoffitto della chiesa di S.Chiara
questo vasto controsoffitto (300 mq) eseguito nel 1738, interamente in cartapesta e dipinto imitando il legno. Esso è costituito da uno strato di cartapesta, ottenuta dalla macerazione della carta e poi da fogli di carta di vario genere sovrapposti e legati tra loro con colla d' amido.

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